Giuseppe Vetromile, “Cadono i nostri nomi dalla rubrica usata”

Giuseppe Vetromile, “Cadono i nostri nomi dalla rubrica usata”

Cadono i nostri nomi dalla rubrica usata

Che cosa siamo mia cara se non un nome scritto nella rubrica

che poi zeppa e sgualcita va gettata nel dimenticatoio

e noi senza più un’illusione marcata con la biro

girovaghiamo tra i righi e le pagine d’un cosmo

immaginario

 

stretto il corridoio e lunghissima eternità come un

rettifilo affollato e tu ed io incatenati l’uno all’altro

verso una meta che non vogliamo

al confine del cielo

trascinati dalla folla unidirezionale diretta

all’altro capo

 

Che cosa siamo mia cara

: nomi pronunciati da labbra inconsapevoli

ombre di parole e basta

sgusciamo dalla terra senza saperlo e

vi ritorniamo certi

noi cancellati e dissolti come su una lavagna fredda

e nera

 

mai più rintracciabili da mani umane né da pensieri

fraterni

o incorniciati sul vecchio comò coperti da una patina

di tempo malinconico

 

Cadono i nostri nomi dalla rubrica usata

qualche vocale o consonante resta appiccicata al bordo

stenta a sgocciolare nel tritacarte ronzante

 

: una goccia di noi che alquanto ancora spera

 

*** 

 

Non so quanto durerà questo mio nome senza sbiadire

l’inchiostro è buono ma non eterno

e poi

l’eterno pure dura poco in questo posto

così infinito che sembra avere spazio e tempo

incontenibili in un soffio d’amore

e in un anelito di Dio

 

(Da “Il lato basso del quadrato”, La Vita Felice Ediz., Milano, 2017)

 

Nota biografica

Giuseppe Vetromile, napoletano, svolge la sua attività letteraria a Sant’Anastasia (Na), città in cui risiede dal 1980. Ha ricevuto riconoscimenti sia per la poesia che per la narrativa in importanti concorsi letterari nazionali. Numerosissimi sono stati i primi premi.

Ha pubblicato diversi libri di poesie (il più recente è “Il lato basso del quadrato”, La Vita Felice, 2017), ed il libro di narrativa “Il signor Attilio Cìndramo e altri perdenti”, Edizioni Kairos, 2010. Ha curato diverse antologie, tra le quali, recentemente, “Ifigenia siamo noi” e “Mare nostro quotidiano” per la Scuderi Editrice di Avellino. E’ il fondatore e il responsabile del Circolo Letterario Anastasiano. Fa parte di giurie in importanti concorsi letterari nazionali. Organizza incontri ed eventi letterari, tra cui le rassegne letterarie “Il London Park Letterario” a Sant’Anastasia, e, in collaborazione con Gennaro M. Guaccio, “Un caffè da Mancini” presso la Libreria Mancini di Napoli.

E’ l’ideatore e il coordinatore del Premio Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia”, giunto quest’anno alla XVII Edizione. E’ presente in rete con diversi blog letterari (Circolo Letterario Anastasiano, Transiti Poetici, Taccuino Anastasiano, Selezione di Concorsi Letterari, ecc.), ed inoltre collabora attivamente con altre associazioni e operatori culturali del territorio, nella realizzazione di eventi letterari di rilievo, prodigandosi anche nella ricerca di nuovi “talenti” poetici.

1 Comment

  • Giovanni D’Amiano Posted 7 Settembre, 2019 9:27 am

    Verità drammatica e tristissima narrata con un linguaggio in cui la poesia resiste, anche se non riesce ad alleggerire la malinconia della scomparsa, della cancellazione senza pietà, definitiva e senza ritorno. “Cadono i nostri nomi dalla rubrica usata”, dall’esistenza.

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *