Qual è il tuo tema centrale?

Qual è il tuo tema centrale?

Il modo in cui ognuno di noi scrive si chiama stile narrativo, o più semplicemente stile. Un bambino di 10 anni scrive in maniera diversa rispetto a un diciottenne o a un quarantenne; e il quarantenne scrive in maniera diversa rispetto a come scriveva quando aveva 10 e 18 anni.

L’età, in ogni caso, non è un limite. Alec Greve, scrittore svizzero, a nove anni pubblicava il suo primo libro, Come parlare alle ragazze, in cui scriveva: “Qualsiasi cosa accada non disperarti: le ragazze non amano i ragazzi che si disperano”.

In genere lo stile è il risultato del background culturale dell’autore, delle sue preferenze e evoluzioni verbali e linguistiche.

Scrivere una storia, un romanzo, ma anche una poesia nel corso del tempo, ci porta quasi sempre a rivedere, ogni volta, quanto scritto fino a quel momento, spesso senza riconoscerci più nelle parole che leggiamo. Ma questa è tutt’altra storia.

Ciò di cui parleremo oggi è il plot, la trama, il tema centrale.

Aristotele ha prescritto una ricetta per tutti i narratori: prima bisogna definire e mettere a fuoco il tema, poi bisogna rendere il dramma e tradurlo in azioni e conflitti interni.

A volte può capitare che il tema centrale diventi chiaro solo dopo aver iniziato a scrivere. Ciò è possibile, ma non è possibile scrivere senza avere bene in mente ciò che si intende trasmettere.

Può sembrare scontato ma non è così. Chiarire a noi stessi ciò che vogliamo comunicare significa chiarirlo fin da subito anche al lettore.

Stiamo scrivendo un romanzo rosa, un thriller, una guida? Scriviamo gli elementi chiave: l’amore, la suspance, la chiarezza e teniamoli su un foglio davanti a noi.

Lasciamo poi che la storia nasca e si evolva, ma non rinunciamo mai ai nostri assiomi, ai nostri punti fermi. Pensiamo a chi dovrà leggere il nostro racconto: il filo conduttore di ciò che scriviamo deve essere sempre ben chiaro per evitare di disorientare i lettori durante la narrazione.

Diverse scuole di scrittura anglosassoni insistono sulla necessità di sintetizzare il tema da veicolare a volte in poche righe, altre volte in una parola sola.

Pensiamo ad esempio al romanzo Misery di Stephen King, o al Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Generi diversi, stili diversi, epoche diverse ma entrambi con un filo conduttore che influenza le azioni dei personaggi dall’inizio dei romanzi fino al loro termine.

John Barth nel 2003 scriveva L’opera galleggiante. Il tema principale del romanzo è una decisione: il suicidio. L’autore ripete in maniera ossessiva che la decisione del protagonista è irrevocabile, e solo in questo modo egli riuscirà a sistemare tutti i problemi della vita. Il ritmo della storia è scandito proprio da questa decisione che tiene il lettore incollato al libro dalla prima all’ultima pagina.

Le domande che ti pongo, dunque sono le seguenti:

– quando scrivi, definisci a priori qual è il tuo tema centrale?
– E sopratutto, il tema centrale influenza il tuo stile o è l’esatto opposto?

 

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