Vale la pena raccontare la tua storia?

Vale la pena raccontare la tua storia?

Si e no. Tanto per cominciare scomodiamo il maestro argentino Julio Cortázar secondo il quale un tema valido da raccontare è quello che viene avvertito dall’autore in maniera particolarmente significativa, non soltanto per sé, ma anche per i lettori. Altri scrittori, invece, sostengono che sia più importante il modo in cui viene raccontata una storia piuttosto che la storia stessa e questo tipo di narrativa, in genere, utilizza uno stile asciutto, sobrio, scarno e con tratti leggeri, spesso lasciando tra le righe il vero senso della storia.

Un esempio di questa tecnica possiamo trovarlo in Poe, nei racconti Il giardino nel paesaggio oppure Il pozzo e il pendolo. In questi racconti è possibile conoscere il carattere e le abitudini dei personaggi esclusivamente dalla descrizione dell’ambientazione.

L’amore e la morte

Sono i due grandi macro-temi intorno ai quali gravita ogni storia. Ogni narrazione, infatti, ha a che fare con almeno uno di questi due aspetti. Da Sherazade che intrattiene il suo carnefice raccontandogli storie per “allungare” la sua vita a Renzo Tramaglino che, per amore di Lucia sfida la famiglia, la società, la chiesa e la peste. Possiamo dire che ogni storia nasce per raccontare agli altri queste due grandi esperienze della vita umana in grado di racchiudere tutte le altre.

Definito ciò, facciamo un altro passo avanti nel nostro percorso. Parliamo di intreccio. La storia è un susseguirsi di eventi: “morì il figlio, poi morì il padre”; l’intreccio invece è una narrazione di avvenimenti dettata dalla casualità: “morì il figlio, poi, di dolore, morì il padre”. Il primo esempio risponde alla domanda “E poi?”; Il secondo, invece risponde alla domanda “Perché?”.

Alla nostra storia, perché valga la pena di essere raccontata, occorrono degli intrecci significativi molto più che le nostre intime considerazioni sulla vita; occorre un’architettura di nessi causali in grado di renderla avvincente fruibile ed equilibrata. A questo punto armiamoci del nostro storyboard e dei post-it e, come dei chimici, combiniamo gli elementi per una buona narrazione.

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