“Kiko”

 

Siamo dinanzi ad una favola dei giorni nostri. Kiko, un bellissimo pesce reale dai colori unici al mondo, vive avvolto in una bolla di cristallo che gli impedisce ogni contatto con il mondo esterno. Per un’ora al giorno, al tramonto, la bolla che lo racchiude scompare e Kiko diventa totalmente trasparente. Il giovane principe del mare continuerà a trascorrere le sue giornate felice e ignaro della propria condizione, fino ad un incontro speciale con un bellissimo pescestella che cambierà del tutto il corso della sua esistenza.

Quante volte alziamo dei muri altissimi dinanzi a noi per paura di fidarci di qualcuno? E quante volte, in alcuni momenti bui della vita, ci sentiamo letteralmente “avvolti in una bolla”, incapaci di creare un contatto con le opportunità presenti là fuori? Quante volte, poi, ci sentiamo trasparenti per il mondo e soli nelle cose che facciamo? Sono tutte sensazioni che – se vissute per un breve, brevissimo arco di tempo – possono aiutarci a fare chiarezza dentro di noi e a servire da trampolino di lancio per nuove avventure. Tuttavia, quando durano più del dovuto, queste sensazioni cominciano a stagnare e a diventare dei veri e propri macigni difficili da allontanare.

“Mio giovane principe, lasciarsi toccare dal mare non è poi così pericoloso. Restare chiuso in quella bolla, seppur di cristallo, può far più male di qualsiasi oceano”. 

Le parole di Vincenzo Patella e le illustrazioni di Natascia Ugliano ci conducono per mano attraverso le esitazioni, i dubbi e le paure del giovane Kiko. Una favola moderna, adatta ai bambini e agli adulti, che offre un ottimo motivo di riflessione per superare i propri limiti, abbattendo tutti gli ostacoli che – anche in una giornata di pieno sole – ci impediscono di essere riscaldati da una carezza improvvisa.

 

Kiko, Vincenzo Patella e Natascia Ugliano, Napoli, Inknot Edizioni, 2016.

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